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Digitossina
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La mwcqdigitossina è il mwcgglicoside mwcwdigitalico più potente utilizzato in terapia. È quello che più è assorbito dal mwdatratto gastrointestinale, ma contemporaneamente anche quello che dà più accumulo. Il farmaco è estratto a partire dalla mwdqdigitalis purpurea e dalla mwdgdigitalis lanata.cite-ref-2[2]

Contents

Storia
Note

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Storia

La prima descrizione sull'uso della digitale purpurea risale al 1775 ad opera di William Withering, un medico del General Hospital di Birmingham. Nella prefazione il dottor Withering afferma che si è deciso a scrivere dell'utilizzo della digitale affinché anche altri traggano qualche insegnamento dalla sua esperienza, prima che "un farmaco di tanta efficacia sia condannato e respinto come pericoloso ed ingestibile.cite-ref-3[3]cite-ref-pmid2578077-4-0[4] La prima accurata descrizione degli effetti terapeutici della digitale è invece contenuta è contenuta in nove casi clinici apposti da Erasmus Darwin nella tesi di laurea di suo figlio e pubblicata nel 1780.cite-ref-pmid19311925-5-0[5]cite-ref-pmid10609600-6-0[6]

Farmacocinetica

Dopo somministrazione mwlaorale, il farmaco viene quasi completamente assorbito dal tratto gastrointestinale. Gli effetti terapeutici si manifestano nel giro di 30-120 minuti e si osservano per 2-3 settimane. L'effetto massimo viene raggiunto entro 4-12 ore. Il legame con le mwlqproteine plasmatiche è del 97%. Il mwlgvolume di distribuzione è circa 0,6 l/kg. La concentrazione plasmatica terapeutica è compresa tra 15 e 25mwlw ng/ml, mentre la concentrazione tossica è di 30-40mwma ng/ml. Variazioni della calcemia e della kaliemia possono modificare questi valori. L'mwmqemivita media della digitossina è di circa 7 giorni (3-16 giorni) e sembra non essere influenzata da eventuali alterazioni della funzione renale. Alte concentrazioni di digitossina sono state riscontrate in alcuni organi quali mwmwreni, mwnamiocardio e mwnqfegato. Una singola dose per il 60-80% è escreta per via renale, sotto forma di alcuni mwngmetaboliti (digitossigenina bisdigitossoside, digitossigenina monodigitossoside, digitossigenina, digossina, e corrispondenti digossigenina-derivati, epidigitossigenina, epidigossigenina, diidrodigitossina e prodotti di coniugazione con acido glucuronico). Il 20% della stessa dose singola è eliminato nelle mwnwfeci. La digitossina è, a sua volta, un metabolita dell'mwoaacetildigitossina.

Tossicità

La dose letale minima è stimata intorno a 3mwow mg. Gli effetti tossici si manifestano a concentrazioni plasmatiche superiori a 30mwpa ng/ml. I valori di mwpqDL50 nella mwpgcavia e nel mwpwgatto sono rispettivamente di 60mwqa mg/kg e 0,18mwqq mg/kg.

Usi clinici

La digitossina è indicata nel trattamento della mwrainsufficienza cardiaca, soprattutto quando è presente mwrqfibrillazione atriale, nel trattamento del mwrgflutter atriale e della mwrwtachicardia sopraventricolare.

Effetti collaterali ed indesiderati

Le manifestazioni avverse più frequenti associate al trattamento con digitossina sono: mwsgscialorrea, mwswnausea, mwtavomito, mwtqdiarrea, mwtgcefalea, mwtwastenia, torpore, ed alterazioni della visione quali mwuascotomi, visione indistinta, visione gialla. Gli effetti più temibili sono quelli associati alle alterazioni del ritmo cardiaco: extrasistoli ventricolari, bigeminismo, tachicardia ventricolare, dissociazione atrio-ventricolare, tachicardia giunzionale A-V, tachicardia atriale parossistica con blocco, blocco atrio-ventricolare completo.cite-ref-pmid5273245-7-0[7]

Controindicazioni

A causa della lunga emivita del farmaco esiste la possibilità che eventuali manifestazioni tossiche della digitossina compaiano anche dopo la sospensione. Digitossina è controindicata in caso di mwvwipersensibilità nota verso il farmaco oppure uno degli mwwaeccipienti. Risulta inoltre controindicata in caso di blocco atrioventricolare, di fibrillazione atriale associata a mwwqsindrome di Wolff-Parkinson-White, nelle malattie degenerative del mwwgmiocardio, nella mwwwtachicardia ventricolare e in caso di trattamento contemporaneo con mwxasali di calcio. Deve essere usata con estrema cautela nei pazienti con mwxqinsufficienza epatica proprio perché è il mwxgfegato la principale mwxwghiandola di trasformazione della digitossina.

Dosaggi terapeutici

La digitossina può essere somministrata sia per mwygvia orale che per via mwywintramuscolare ed mwzaendovenosa. Nell'adulto, la dose iniziale è di 600mwzq µg seguita da 400mwzg µg dopo 4-6 ore, e infine, se necessario, 200mwzw µg ogni sei ore fino ad una dose totale massima di 1,6mwaa mg nell'arco di 1-2 giorni. La dose di mantenimento è variabile da 50 a 200mwaq µg. Nel mwagneonato prematuro e a termine, si somministrano inizialmente 22mwaw µg/kg di peso corporeo in tre o più dosi giornaliere. Nei bambini di età compresa tra due settimane e un anno, si somministrano 45mwba µg/kg divisi in tre o più dosi. Nei bambini di uno-due anni, il dosaggio si riduce a 40mwbq µg/kg, mentre in quelli di età superiore a due anni, 30mwbg µg/kg in tre o più dosi. È necessario prestare attenzione all'intervallo tra le somministrazioni che non deve essere comunque inferiore a sei ore. Le dosi di mantenimento sono approssimativamente il 10% della dose iniziale.

Sovradosaggio

La mwcqlavanda gastrica ed il monitoraggio dell'mwcgelettrocardiogramma sono le misure più adatte ed efficaci quando l'ingestione o l'avvelenamento accidentale è recente. Per l'intossicazione in corso di trattamento cronico, quando non si ritiene sufficiente la semplice sospensione del farmaco, probabilmente la misura terapeutica più utile è la correzione dell'ipokaliemia. In letteratura esistono studi che hanno verificato la possibilità di ricorrere all'utilizzo di carbone attivocite-ref-pmid6118621-8-0[8] o resine quali la colestiramina per ridurre l'assorbimento del farmaco in corso di intossicazione.cite-ref-pmid758792-9-0[9]

Interazioni

L'interazione più comune e clinicamente rilevante si verifica con farmaci che causano deplezione di potassio: l'effetto dei digitalici aumenta infatti in presenza di mwfqipokaliemia. Anche l'mwfgipercalcemia, ad esempio causata dalla somministrazione concomitante di sali di calcio o di farmaci che aumentano la calcemia, come i derivati della mwfwvitamina D, esalta gli effetti dei digitalici. Ne viene sconsigliata la somministrazione concomitante con mwgachinidina sebbene in questo caso non sia mai stato provato con certezza un aumento dei livelli plasmatici di digitossina. I mwgqbarbiturici, la mwggfenitoina e la rifampicina generalmente accelerano il mwgwmetabolismo della digitale. Nel caso della digitossina, è stata dimostrata una riduzione dei suoi livelli plasmatici e della emivita.cite-ref-pmid7397060-10-0[10]cite-ref-pmid6830398-11-0[11]cite-ref-pmid6734026-12-0[12] Verapamil, diltiazem e nifedipina alterano in misura decisamente minore i livelli plasmatici della digitossina rispetto a quanto non avvenga con i livelli plasmatici di mwkadigossina. Per tale motivo il rischio di intossicazione digitalica, in caso di utilizzo concomitante di questi farmaci, appare decisamente più basso.cite-ref-pmid3905167-13-0[13] È stato dimostrato che spironolattone aumenta invece l'emivita della digitossina.cite-ref-pmid7353337-14-0[14]

Note

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Bibliografia

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• S. Yosselson-Superstine, Clin. Pharmacokinet. 9, 67, 1984

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) digitoxin, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.